E' emergenza occupazione. Almeno un milione di nuovi disoccupati nel 2009.
Posted by: admin
on Giu 20, 2009
...secondo i dati diffusi da Confindustria, si prevede un aumento della disoccupazione ed una drastica diminuzione del P.I.L. ...
Generano un vero allarme sociale i dati diffusi dal Centro Studi della Confindustria, a rischio la stabilità sociale del Paese. Si prevede una diminuzione del PIL di circa il 5% e un aumento drastico della disoccupazione nella misura di un milione di persone circa.
La crisi c'è, eccome se c'è, solo che ce ne stiamo accorgendo a poco a poco ed a pagarne le conseguenze saranno come al solito i ceti sociali più deboli. La previsione è che la crisi possa manifestare i suoi effetti nell'arco dei prossimi cinque anni.
Per quello che riguarda la categoria dei mediatori creditizi, gli effetti del grave momento di incertezza che interessa la categoria potrebbero essere aggravati da un prossimo venturo provvedimento legislativo di riforma, il quale calerebbe come una vera mannaia sulle nostre teste, buttando in mezzo alla strada migliaia di persone che negli ultimi anni si sono rimboccati le maniche e non hanno ricevuto un solo centesimo dalle casse dello Stato.
E' chiaro che una riforma della professione è auspicabile e da noi atteso, tuttavia non si capiscono alcune cose; come ad esempio l'obbligatorietà della costrituzione della forma societaria o peggio ancora la previsione di un capitale minimo ulteriore rispetto a quanto previsto dal codice civile.
Se l'approdo sarà questo è chiaro che le pressioni delle lobbies bancarie avranno manifestato i loro effetti, ma non veniteci a dire che è un provvedimento necessario. Necessario a cosa? Non basterebbe una polizza RC professionale per garantire la clientela ed il sistema bancario da eventuali danni patrimoniali prodotti dal mediatore? E ad assicurare un'adeguata professionalità non basterebbe introdurre un esame obbligatorio per l'iscrizione all'albo?
In verità, la previsione di un capitale minimo per la società non è previsto nel legge delega, ma insospettisce fortemente la bocciatuta dell'ordine del giorno che impegnava il governo a non introdurre requisiti patrimoniali ulteriori rispetto a quelli previsti dal codice civile.
