Mediatori creditizi: quale futuro?

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Riforma mediazione creditizia
Mediatori creditizi: quale futuro?
Già nella scorsa legislatura s'incominciò a parlare di un riassetto complessivo della categoria dei mediatori creditizi e degli agenti in attività finanziari. La soluzione proposta tuttavia rischiava di cancellare un'intera categoria di operatori professionali, i mediatori creditizi per l'appunto. Quello che non convinceva di quel ddl era la necessità di costituire una società di capitali, con capitale minimo interamente versato pari € 120.000, per continuare a svolgere la professione del mediatore creditizio. In pratica, il settore sarebbe stato consegnato nelle mani delle banche e delle lobbies del settore finanziario e questo per quello che ci riguarda era decisamente inaccettabile. Oggi l'argomento torna di nuovo alla ribalta, in seguito alla relazione del governatore della Banca d'Italia Draghi, il quale davanti alla Commissione della Camera ha posto con urgenza il problema del riassetto, anche e soprattutto per evitare una crescita ulteriore delle iscrizioni agli albi in maniera assolutamente indiscriminata e privi di un qualsivoglia criterio selettivo. Francamente in un settore delicato come quello finanziario questo è assolutamente inaccettabile. Le soluzioni proposte dal Governatore riprendono quelle del disegno di legge Pinza, ma scompare la necessità di avere una società di capitali con un capitale minimo esageratamente elevato e viene prevista semplicemente la necessità di costituire una società di capitali per l'esercizio della mediazione creditizia. Ci sembra una soluzione francamente più equilibrata, anche se forse ancora eccessiva. I contenuti della relazione sono scaricabili dall'area download.

Sul punto ci piacerebbe aprire una discussione costruttiva.